L'attesa per le elezioni americane ha fatto passare in secondo piano le celebrazioni del 4 novembre,
"Giornata delle Forze Armate e dell'unità nazionale". Già dalla denominazione, il rapporto tra questa celebrazione e la prima guerra mondiale svanisce nell'indistinto. Capisco che la giornata delle Forze Armate venga celebrata nella ricorrenza di una delle poche guerre vinte, celebrarla nella ricorrenza di Lissa e Custoza non era di buon gusto...ma l'unità nazionale? Perchè abbiamo conquistato Trento, Trieste (e un bel pò di minoranze nazionali e linguistiche che ci hanno presentato il conto qualche decennio dopo)?
La vera unità la celebrano a mio parere tre date: il 20 settembre, con la fine del potere temporale e dell'ultimo stato preunitario, il 25 aprile, con la fine dello statarello fantoccio messo in piedi dai traditori di Salò (come definire chi aveva aiutato a deportare i propri cittadini e ceduto ai tedeschi il litorale adriatico?), e il 2 giugno, quando il popolo italiano per la prima volta ha scelto liberamente la sua forma di governo e si è dato liberamente la sua legge fondamentale.
Ma il vero problema culturale è che la prima guerra mondiale è come sparita dall'orizzonte degli eventi: si parla di comunismo, di fascismo e antifascismo, come se fossero avvenuti nel vuoto e non ne fossero conseguenze.
Bisogna ricordare, contro tutta la retorica, che l'interventismo nazionalista e futurista è stato il laboratorio politico del fascismo: estetizzazione della violenza, uso della guerra per riportare ai "sani" valori di disciplina un popolo che si era messo troppi grilli in testa (sindacati? partiti dei lavoratori? suffragio universale? meglio il regolamento di disciplina, la corte marziale e il plotone d'esecuzione), un culto della morte e della violenza da dare dei punti a bin Laden...
I testi di Papini e del povero Govoni (la storia è ironica e crudele, e si vendica...un figlio partigiano di Bandiera Rossa fucilato alle Fosse Ardeatine ), con la loro esaltazione della violenza, della distruzione e dello stupro, se presi a valore nominale sembrano scritti da SS fatte di coca. Basta qualche ricerca su Google o in biblioteca per trovarli, non scopro niente di nuovo.
Ora, il ministro della difesa ha detto che vuole mandare gli ufficiali a spiegare nelle scuole l'eroismo dei nostri soldati. Mi chiedo, avranno prestato giuramento alla Repubblica e alla Costituzione, ed essendo militari conosceranno l'aforisma di von Clausewitz: allore, di quale politica e stato il proseguimento, la prima guerra mondiale? Una politica compatibile con i valori della nostra costituzione? E commemorare la guerra senza mettere a fuoco le sue origini non è uno sterile esercizio di retorica?
In quanto all'eroismo, che c'è di eroico a programmare assalti in massa contro trincee difese da mitragliatrici e artiglieria...specie quando già si erano incontrate nella guerra civile americana e in quella russo-giapponese? Meglio la cinica logica del generale Patton, "non dovete morire voi per la patria, dovete far morire per la sua il povero bastardo dall'altra parte" che le offensive dell'Isonzo.
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Marino_53 il 4/11/2008 alle 15:39 | |