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politica interna
23 settembre 2009
Iscritti o apparati?
Torno al discorso del post precedente. La "sovranità degli iscritti" può trasformarsi in un éscamotage retorico per coprire di fatto la "sovranità degli apparati", come purtroppo si legge a proposito delle vicende in Calabria.
Figuriamoci, sono un iscritto al PD, e non sono dogmaticamente convinto che le primarie siano la soluzione definitiva della democrazia interna. Anzi, possono essere un terreno fertile per le lobby e i gruppi d'interesse, ma oggi come oggi sono lo strumento per aprire la politica a una sana competizione, specie se affiancati da mobilitazioni e raccolte di fondi via internet sul tipo di MoveOn.
Forse la mia è una rappresentazione caricaturale, ma qui abbiamo una politica tutta top-down:
i leader nazionali selezionano i leader locali che si creano una base di potere tramite le cariche elettive e le relazioni, e che poi hanno le risorse per aprire circoli, reclutare iscritti e trarne una legittimazione. Ora, la prova del budino è mangiarlo, come diceva Engels. Questa politica risolve i problemi dei cittadini? tanto per dire, la spazzatura a Napoli? Questa politica fa vincere le elezioni, o ci aiuta a fare opposizione forte e a candidarci come alternativa credibile se le perdiamo?
D'altra parte l'Italia del 21. secolo non è la Russia ai tempi del Che fare: c'è un gran numero di persone in grado di fare politica, e c'è meno bisogno di quadri professionali.

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politica interna
23 settembre 2009
Mozione Bersani e partito
Questo è il testo della mozione Bersani relativo al partito

 La sovranità appartiene agli iscritti, che la condividono con gli elettori nelle occasioni regolate dallo statuto. Agli iscritti sono riconosciuti diritti fondamentali come la partecipazione alle decisioni ai vari livelli (anche attraverso referendum) e l’elezione degli organismi dirigenti. Il Pd coinvolge gli elettori, attraverso le primarie, per selezionare le candidature alle cariche elettive con particolare riferimento alle elezioni in cui non sia presente il voto di preferenza.

Il testo è chiaro, l'elezione degli organismi dirigenti è riservata agli iscritti. Notare il "coinvolge gli elettori nella scelta dei candidati": a pensar male s'indovina, ma sembra più che altro  gli elettori vengano chiamati a ratificare dei candidati scelti in precedenza. Nulla è detto su come gli elettori (e gli stessi iscritti possono proporre candidature


Partecipa alle primarie di coalizione con un proprio rappresentante scelto da iscritti e organismi
dirigenti.

Cioè il candidato del PD di fatto candidato a Premier viene scelto dagli organismi dirigenti. Delle due l'una: o il PD è il partito più grande di una eventuale coalizione e/o propone un buon candidato, e allora le primarie sono solo un rito di acclamazione, oppure la candidatura è realmente contendibile, ma in quel caso una sconfitta del candidato PD a favore di un altro partito di coalizione o da una lista indipendente sarebbe distruttiva per il gruppo dirigente che lo ha scelto e aprirebbe una crisi verticale del partito comunque più importante della coalizione, mettendo in forse il risultato elettorale.


Le primarie per l’elezione del segretario nazionale richiedono nuove regole ispirate a due criteri: non devono trasformarsi in un plebiscito e non possono essere distorte da altre forze politiche.

Per non essere un plebiscito occorre che ci siano più candidati ciascuno con ragionevoli possibilità di vittoria: la carica deve essere effettivamente contendibile. Insomma, Obama vs. Hilary, non Veltroni/D'Alema o chicchessia vs. Scalfarotto.

"Distorte da altre forze politiche"... mi dispiace ma qui siamo nel campo delle cospirazioni stile 11 settembre, con centinaia di esperti in demolizioni che piazzavano cariche esplosive nelle Twin Towers nei mesi precedenti senza che se accorgesse nessuno.
Un partito ostile che porta a votare alle primarie del PD qualche centinaio di miglialia di persone, magari prezzolate...e non se ne accorge nessuno? Certo, altre forze politiche, culturali, religiose, sindacali, editoriali, eserciteranno delle pressioni, ma questo è il processo democratico. 

Le primarie vanno rese più efficaci, rendendo più chiaro il meccanismo di partecipazione. L'albo
degli elettori deve essere effettivamente pubblico e certificato.


Mario Adinolfi nel suo blog ha scritto di aver intervistato Nicola Latorre, che avrebbe detto che di fatto l'elezione del segretario tramite primarie va abolita.
A questo punto la formulazione della mozione è strumentale: con che coraggio ci si presenta alle primarie aperte dicendo "cari elettori, votate per la nostra mozione, così se vinciamo noi, voi elettori non voterete più per il segretario?" Roba da correrti appresso con torce e forconi stile Frankenstein Junior...

Sull'albo pubblico e certificato degli elettori ho dei seri dubbi: è costituzionale? Il voto è segreto e l'orientamento politico è un dato sensibile per la privacy.

Gli organismi dirigenti nazionali saranno formati per la metà da rappresentanti designati dai livelli regionali.

Capisco la necessità di rappresentare il territorio, ma non si creano dei problemi di legittimità
tra chi è designato dai livelli regionali e chi da altre fonti? E con che criterio, ogni regione ha un numero fisso di rappresentanti, tipo i due seggi per stato del Senato USA, o il numero è proporzionale ai voti o agli iscritti?

Per una mozione che vuole un partito forte ci sono troppe incongruenze



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politica interna
16 settembre 2009
Per Ignazio Marino segretario
Ho deciso di sostenere Ignazio Marino, come segretario del PD, e non perchè ho un pezzo di anagrafica in comune.
Magari non ha possibilità di vincere, ma l'importante è far circolare idee e persone nuove.
Cercherò di dare un contributo al dibattito congressuale , lo so, "noooo...il dibbattito noooo...."  :-).
In particolare sui temi della laicità e della politica del centrodestra, ma non solo.

Intanto:

 http://www.scelgomarino.info/

http://www.ignaziomarino.it/

Lunedì 21 settembre 2009
Ignazio Marino al Pigneto
Incontro con il candidato segreterio del Pd
Isola pedonale del Pigneto – Via del Pigneto






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sentimenti
6 febbraio 2009
E il modo ancor m'offende
Quasi un mese fa è morto mio padre. Sofferenze, operazioni, rianimazione, tira e molla tra speranze e disperazione... i sentimenti si intuiscono ed è meglio lasciarli privati.
Quello che non voglio lasciere privato invece è che ho toccato con mano lo sciacallaggio delle pompe funebri.
Intanto, il personale della sala mortuaria non appartiene all'ospedale, ma a una ditta di pompe funebri esterna (scelta come? di questi tempi uno si pone delle domande...).
 Abbiamno scelto di non avvalerci e di ricorrere ad un'altra agenzia. Prima meschina rappresaglia: i fiori ai piedi del cataletto erano gli scarti di quelli usati per le salme che si avvalevano. Andiamo a comprare fiori  freschi e li mettiamo nel vaso, togliendo quelli secchi, lo avrebbe fatto chiunque, no?
Passa il (non so che termine usare: figuro? ceffo? di peggio?) dell'agenzia "ufficiale", ci accusa di aver sporcato tutto per aver buttato i fiori secchi nel portaombrelli in corridoio (noi avevamo usato il cestino dell'immondizia del bagno, ma quando c'è la malafede...); poi chiude con "Non vi piacciono i miei fiori? allora tenetevi i fiori vostri e io mi riprendo il mio vaso". Di fronte a mia madre, 87 anni, cardiopatica e vedova da meno di ventiquattr'ore. Evidentemente il mio autocontrollo è meglio di quello che pensavo, perchè l'increscioso episodio (direbbe un giornalista) è finito senza ricorso alla violenza fisica...

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letteratura
4 novembre 2008
Meglio gli invasori alieni e cannibali...
che le SS.

 Mi spiego: c'è John Ringo, uno scrittore (vabbè...) americano che va per la maggiore nel pubblico che oggi vota per McCain e la Palin, e  che ha scritto una serie di romanzi sul tema dell'invasione aliena (un Nobel per l'originalità) che aspettano solo di essere analizzati per far vedere il messaggio politico che vogliono far passare, e la luce sinistra che questo getta sulla cultura politica della destra americana. 

La storia è presto detta: una razza aliena, i Posleen (centauri scagliosi col muso di coccodrillo), creata tramite l'ingegneria genetica da un'altra razza ormai estinta gli Alldenata, stanno conquistando pianeti su pianeti. Si riproducono freneticamente, hanno il vantaggio del numero, e non hanno problemi logistici, visto che mangiano tutto. Comprese le altre specie intelligenti: Cannibali per le Pari Opportunità. (qualunque riferimento agli stereotipi sull'immigrazione NON è nè casuale nè involontario)

La potente Confederazione Galattica è dominata dai Darhel un'altra razza creata o modificata con l'ingegneria genetica dagli Alldenata: incapaci di violenza fisica, subdoli, agiscono nell'ombra...insomma, sembrano gli ebrei secondo i Protocolli dei Savi di Sion o la propaganda nazista. L'economia della Confederazione è strana: non esiste la proprietà privata, e nemmeno la produzione industriale di massa, tutto il lavoro è fatto dagli Indowy, una razza di lavoratori schiavi che produce tutto in maniera artigianale. Nè i Darhel nè gli Indowy valgono granchè sul piano militare e uno dei pianeti che verrà investito dall'orda dei Posleen è la Terra. 

Per cui i Darhel decidono di prendere due piccioni con una fava e usare gli umani come mercenari contro i Posleen, modificandone allo stesso tempo la società in modo che non possano in futuro minacciare l'ordine costituito della Confederazione. Come? ma ovviamente cooptando e strumentalizzando i politici terrestri, quelli liberal e di sinistra,  che sono pronti a gettarsi ai piedi dei nuovi padroni e che odiano la gente comune. 

Il romanzo più significativo da questo punto di vista è Watch on the Rhine, (traduzione inglese del noto inno tedesco, Die Wacht am Rhein. Quello che viene sopraffatto dai presenti che si mettono a cantare la Marsigliese in Casablanca, il video si trova su YouTube) Già il titolo dice tanto...

La tecnologia galattica permette di ringiovanire gli esseri umani: il cancelliere tedesco decide di usarla per rimettere in sesto qualche superstite SS, da usare come quadri militari per addestrare le forze armate necessarie a difendere la Germania e l'Europa dai Posleen che stanno per atterrare.

Il romanzo si apre con una manifestazione della Gauche francese che si oppone alla guerra "americana" contro i Posleen (qualcuno gli dovrebbe spiegare che i socialisti francesi non sono comunisti) e prosegue con le macchinazioni dei Verdi tedeschi, che si oppongono al ringiovanimento delle SS, e ti credo: il loro leader è d'accordo con i Darhel e spera che i Posleen possano servire alla causa dell'ambiente riducendo significativamente la popolazione umana (la convinzione che i Verdi predichino il genocidio per salvare Gaia dalla razza umana è molto diffusa nella destra americana e l'ho incontrata spesso di prima mano). 

In una sequenza stile gli ultimi fattacci di Piazza Navona i dimostranti Verdi (strumentalizzati e utili idioti) si scontrano in nome dell'antifascismo con le reclute inquadrate dalle SS. Il soldato Ryan si rivolta nella tomba, suppongo.

Segue l'arrivo dei Posleen, con efferatezze disumane (beh...): per incoraggiare i soldati a combattere i nostri eroi ad esempio impiccano ai lampioni quelli che avevano ceduto a un soverchiante attacco alieno. Al centro della vicenda c'è un poderoso prototipo di carro armato a propulsione nucleare, il cui equipaggio comprende ex SS, un ufficiale di collegamento israeliano  e un tecnico Indowy. 

Alla fine le SS muoiono eroicamente, l'israeliano si convince che le SS non erano razzisti, ma anzi il primo esercito pan-europeo (questa poi l'ho trovata citata pari pari da un sito antifascista americano che analizza i siti internet dei suprematisti bianchi e simili),  il segretario dei Verdi serve da spuntino agli alieni, il figlio di una coppia francese che vediamo nella manifestazione all'inizio si arruola e il tecnico Indowy riesce a superare il suo condizionamento contro la violenza e a sparare alle navi Posleen cadendo in un fulgor di gloria. 
Quest'ultimo è forse un punto che merita attenzione: secondo Ringo la vera libertà si realizza soltanto usando le armi e uccidendo, altrimenti si è servi sottomessi alle élites, come pecore. 
Insomma, spero solo che non lo traducano in Italia e che vinca Obama...

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politica interna
4 novembre 2008
4 Novembre e dintorni
L'attesa per le elezioni americane ha fatto passare in secondo piano le celebrazioni del 4 novembre, 
"Giornata delle Forze Armate e dell'unità nazionale". Già dalla denominazione, il rapporto tra questa celebrazione e la prima guerra mondiale svanisce nell'indistinto. Capisco che la giornata delle Forze Armate venga celebrata nella ricorrenza di una delle poche guerre vinte, celebrarla nella ricorrenza di Lissa e Custoza non era di buon gusto...ma l'unità nazionale? Perchè abbiamo conquistato Trento, Trieste (e un bel pò di minoranze nazionali e linguistiche che ci hanno presentato il conto qualche decennio dopo)? 

La vera unità la celebrano a mio parere tre date: il 20 settembre, con la fine del potere temporale e dell'ultimo stato preunitario, il 25 aprile, con la fine dello statarello fantoccio messo in piedi dai traditori di Salò (come definire chi aveva aiutato a deportare i propri cittadini e ceduto ai tedeschi il litorale adriatico?), e  il 2 giugno, quando il popolo italiano per la prima volta ha scelto liberamente la sua forma di governo e si è dato liberamente la sua legge fondamentale.
Ma il vero problema culturale è che la prima guerra mondiale è come sparita dall'orizzonte degli eventi: si parla di comunismo, di fascismo e antifascismo, come se fossero avvenuti nel vuoto e non ne fossero conseguenze.
Bisogna ricordare, contro tutta la retorica, che l'interventismo nazionalista e futurista è stato il laboratorio politico del fascismo: estetizzazione della violenza, uso della guerra per riportare ai "sani" valori di disciplina un popolo che si era messo troppi grilli in testa (sindacati? partiti dei lavoratori? suffragio universale? meglio il regolamento di disciplina, la corte marziale  e il plotone d'esecuzione), un culto della morte e della violenza da dare dei punti a bin Laden...
 
I testi di Papini e del povero Govoni (la storia è ironica e crudele, e si vendica...un figlio partigiano di Bandiera Rossa fucilato alle Fosse Ardeatine ), con la loro esaltazione della violenza, della distruzione e dello stupro, se presi a valore nominale sembrano scritti da SS fatte di coca. Basta qualche ricerca su Google o in biblioteca per trovarli, non scopro niente di nuovo.

Ora, il ministro della difesa ha detto che vuole mandare gli ufficiali a spiegare nelle scuole l'eroismo dei nostri soldati. Mi chiedo, avranno prestato giuramento alla Repubblica e alla Costituzione, ed essendo militari conosceranno l'aforisma di von Clausewitz: allore, di quale politica e stato il proseguimento, la prima guerra mondiale? Una politica compatibile con i valori della nostra costituzione? E commemorare la guerra senza mettere a fuoco le sue origini non è uno sterile esercizio di retorica?

In quanto all'eroismo, che c'è di eroico a programmare assalti in massa contro trincee difese da mitragliatrici e artiglieria...specie quando già si erano incontrate nella guerra civile americana e in quella russo-giapponese? Meglio la cinica logica del generale Patton, "non dovete morire voi per la patria, dovete far morire per la sua il povero bastardo dall'altra parte" che le offensive dell'Isonzo.

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21 luglio 2008
Bossi, l'inno nazionale e Cattaneo
Devo dirlo, quel verso su "schiava di Roma" non mi è mai piaciuto. L'inno di Mameli ha una musica elettrizzante e riconoscibile, ma le parole...bè, non è La Marsigliese, o l'Internazionale, o gli inni USA (sia Star Spangled Banner che il Battle Hymn of the Republic).
Ma quella che nella (brutta) immagine del nostro inno porge la chioma come una schiava a Roma non è l'Italia, è la vittoria, quella dei patrioti del Risorgimento sulle potenze straniere e le forze della reazione interna.
D'altra parte le cose potevano andar peggio all'Umberto. Se eravamo in America, avrebbe IMHO dovuto fare il gestaccio a quella strofa dell'inno nazionale, che augura un non felice futuro a servi e mercenari
No refuge could save the hireling and slave
(che è più o meno la definizione tecnica del rapporto tra Berlusconi e i suoi seguaci)
From the terror of flight, or the gloom of the grave



Tra l'altro, io ho presentato alla maturità una tesina su Cattaneo (in una scuola di Roma. Scuola di preti,oltretutto.), e ho pure preso il voto più alto della classe, alla faccia del pregiudizio ideologico.

Per di più, ci vuole un bello sforzo a presentare una tesi intitolata "La valorizzazione romantica dell'appartenenza e delle identità" dicendo che è ispirata a Cattaneo, ben noto illuminista e cosmopolita. Ricordiamoci che il principale studio su Cattaneo l'ha fatto un certo Norberto Bobbio,
preceduto da un altro neoilluminista come Salvemini. Si accettano scommesse sul fatto che i due non erano citati in bibliografia.


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letteratura
14 luglio 2008
Fantascienza e politica (1)
Su fantascienza e politica si discute dai tempi di Robot e della guida Feltrinelli "Un'ambigua utopia", e mi ricordo le discussioni al nucleo di Lettere del Manifesto con un paio di giovani ricercatori (allora) di letteratura anglo-americana come Franco Moretti e sopratuttto Sandro Portelli, un pioniere nello studio accademico della fantascienza.

Ora, io sono un appassionato (bè, non nel senso dei fan che vanno alle convention vestiti da Imperial Stormtroopers di Star Wars o con le orecchie a punta...e poi io tuttalpiù potrei mettermi in costume da bagno e passare per un Ewok, tra statura e pelame) e un lettore onnivoro e bilingue: anzi, quasi monolingue, nel senso che leggo molto più in inglese che in italiano.

Memore dei miei trascorsi politici e delle lezioni di metodo acquisite in quegli anni (bella 'sta frase, suona così accademica...), penso di avere un certo orecchio per individuare il sottotesto politico di quello che leggo. Anche la narrativa di genere crea senso comune ed egemonia, come ci ricordava Gramsci (uno si legge certe noterelle su Verne e Wells nei Quaderni e poi pensa a una storia alternativa dove Piero Sraffa da Cambridge lo abbona a qualche rivista della Golden Age come Astounding...un intero Quaderno dal carcere sulla fantascienza, ci pensate?)

Nei successivi post mi dedicherò in modo brutale e fazioso (uno non frequenta americani orgogliosi del Primo Emendamento senza qualche conseguenza) ad analizzare la politica sottotraccia a molti romanzi, spesso non tradotti in italiano. Talvolta, con la sentita speranza di scoraggiare eventuali traduzioni italiane...

 

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politica interna
14 luglio 2008
"Comunismo"? come dice Bartleby...
l'indimenticabile scrivano di Melville, "preferirei di no".
Ma come, tu, ex-Manifesto e tutto, scrivi queste cose? Hai cambiato bandiera o cosa?
Vedo di spiegarmi meglio. Sono stato comunista (varietà Manifesto) e rimango grosso modo marxista e non tendenza Groucho. Non penso che ci sia da vergognarsene e di fare le lunghe e pelose autocritiche che chiede sempre la destra. Con tutti i suoi difetti la tradizione comunista italiana è stato un grande fattore di modernizzazione e di democrazia con una grande capacità di autoriforma (vogliamo fare il confronto con il PCF?). Ma bisogna avere il coraggio di fare i conti con un passato che non passa e che si sta trasformando in una zavorra, grazie a due fattori concomitanti.

Il primo è una destra che urla "Comunista!" a chiunque sia un paio di micron più a sinistra della buon'anima di quel pericoloso sovversivo di Giovanni Malagodi, ma lì c'è poco da discutere.

Il secondo sono i vari spezzoni di ceto politico che "raccolgono le bandiere cadute nel fango" ecc. a fini di sopravvivenza identitaria di partito (Sì, on. Diliberto, dico a lei...<G>). Ho una certa simpatia per Bertinotti proprio perchè stava cercando di fare i conti con questa realtà, ma la batosta elettorale a interrotto tutto.

Chiudo parzialmente il tema perchè una argomentata discussione teorica sull'argomento merita un post a sè e farebbe diventare questo un'articolessa chilometrica


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vita familiare
14 luglio 2008
Regali di nozze (in un certo senso)
Ieri si è sposata mia nipote. Il suo nuovo marito è il blogger di diversamenteoccupati.it. che ho linkato a questo mio blog...e come regalo di nozze adesso il suo blog mi è diventato inaccessibile perchè secondo Google un link nel sito conduce a sua volta a un altro sito da dove si infiltrano trojan e altro malware.
Bel regalo di nozze a un blogger attivissimo e autore di feroci vignette sull'Italia di oggi.
Cioè, sempre in materia di "cruel & unusual punishment", si può vedere la pagina ma non inserire commenti. Un blog senza commenti che blog è?



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